Archivi tag: Anonymous

Anonymous attacca il sito del Vaticano

Il gruppo hacker Anonymous si è impadronito per circa un’ora del sito ufficiale del Vaticano, vatican.va, riporta Repubblica. In homepage è stato pubblicato un messaggio che spiega i motivi l’azione: criticano gli aspetti retrogradi della religione cattolica e la natura “a scopo di lucro” dell’organizzazione religiosa, ne ricordano crimini passati e ingerenze presenti.

Tuttavia gli Anonymous puntualizzano che non è un attacco contro la religione cristiana o contro i fedeli, ma solo verso la Chiesa cattolica. Chiudono citando “Ezechiele 25:17″, passo non della Bibbia ma del film cult Pulp Fiction.

Annunci

La vendetta di Anonymous per i No-Tav

La parola d’ordine “bloccare tutto in Italia” lanciata la sera prima dall’assemblea di Bussoleno, dopo la mattanza ordita da Polizia e Carabinieri contro i manifestanti No Tav sullo svincolo della A32, è stata raccolta brillantemente da molte delle città della penisola e a quanto pare anche dalla Rete. Gli hacker sono entrati in azione alle ore 18, quando ancora molte piazze si preparavano ad invadere stazioni ferroviarie, tangenziali ed autostrade, “saturando” il portale web del comune di Torino, della regione Piemonte e molti altri ancora.

L’operazione, l’ennesima di una lunga serie in sostegno alla lotta della Val di Susa – solo due giorni fa erano stati messi in ginocchio i network che ospitano i siti pubblici di Polizia e Carabinieri (Operation Green Rights) – è stata rivendicata con un comunicato apparso sul blog ufficiale di Anonymous Italia.

 All’attenzione dei cittadini del Mondo,

Anonymous ancora una volta ha deciso di unirsi alla lotta della ValSusa per protestare formalmente contro gli avvenimenti di stanotte ai danni dei manifestanti PACIFICI che partecipavano con la resistenza passiva al blocco dell’autostrada A32, in particolare gli abusi della polizia e l’incursione ILLEGALE degli stessi in un bar dove alcuni manifestanti si erano rifugiati dai già palesati abusi della Polizia di Stato, ricordando la nostra solidarietà per Luca Abbà e per la causa No-TAV, cercando di risvegliare l’attenzione sull’impatto ambientale devastante creatosi nell’edificazione di linee ad alta velocità.

Con questa operazione non vogliamo interrompere alcun servizio, ma vogliamo semplicemente coinvolgere l’attenzione mediatica sugli avvenimenti attuali che vengono pressoché ignorati…

Con nostro rammarico, i media non si stanno interessando né degli espropri illegali di terreni ai danni di privati cittadini e di riserve nazionali, espropri a detta della questura preventivi, né allo stupro ambientale indotto da compagnie italo-francesi, e meno che mai ai metodi coercitivi con i quali le “forze dell’ordine” creano nient’altro che disordine fra i manifestanti, di particolar rilevanza gli eventi degli scorsi giorni alla stazione di Porta Nuova, dove alcuni manifestanti (circa un centinaio) sono stati lasciati passare dalle forze del (dis)ordine per poi essere accerchiati e caricati senza una specifica ragione.

Vorremo inoltre rimembrare all’attenzione pubblica che è stata usata coercizione anche contro manifestanti anziani, ai quali, oltre alle manganellate, non è stato risparmiato nemmeno il gas orto-clorobenzilden-malonoritrile, comunemente detto CS, sia in Val di Susa che a Chiomonte quanto a Torino Porta Nuova, gas CONTAMINANTE per l’ambiente e che può causare gravi crisi asmatiche ed indurre persino alla morte per via della sua causticità, altamente tossico per la fisiologia umana, tanto che è stato bandito persino in guerra e per legge dovrebbe essere utilizzato solo IN CASI ESTREMI DI RIVOLTA, non riteniamo che le proteste pacifiche in Val di Susa e a Porta Nuova possano essere considerate tali da essere tacciate quali estreme, soprattutto considerando l’entità pacifica della protesta…

Invitiamo pertanto i media caldamente a mostrare i video e a riportare le testimonianze dei manifestanti.

da You-ng.it


Anonymous contro deputato Paniz vendetta per chiusura sito su Vajont

La rete di hacker colpisce il sito del parlamentare Pdl, per aver fatto oscurare il portale dedicato alla tragedia del 1963. Nel comunicato: “Fra i documenti cancellati anche fotografie, interviste e rappresentazioni teatrali come quella dei ragazzi di uno dei paesi ancora sconvolti dal ricordo del disastro”

ROMA – I pirati informatici di Anonymous hanno colpito di nuovo, questa volta oscurando il sito di Maurizio Paniz, avvocato e deputato del Pdl che insieme con Domenico Scilipoti ha ottenuto dalla magistratura la chiusura 1 del portale dedicato alla strage del Vajoint.

“Il giudice delle indagini preliminari di Belluno, Aldo Giancotti, ha ordinato la chiusura dell’intero portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone”, ricorda AnonymousItaly in un comunicato. Il sito (www.Vajont.Info 2), si spiega, “è ‘colpevole’ di aver scritto: ‘E se la mafia è una montagna di me… i Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine!'”. La motivazione della chiusura del sito, per il giudice Giancotti è stata infatti: “Offese agli onorevoli Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz”.

Il comunicato degli hacker continua: “C’è da considerare il diritto degli ‘scilipoti e paniz’ sopra al diritto di migliaia di utenti che avevano come riferimento il portale oscurato; fra i documenti destinati a scomparire almeno per un periodo dalla rete, molte fotografie, interviste, e rappresentazioni teatrali come quella tenuta a febbraio dai ragazzi di uno dei paesi della comunità ancora sconvolta dal ricordo del disastro”.

Per Anonymous, che pochi giorni fa ha messo fuori uso anche il sito della Cia,”interessante è notare come la magistratura italiana abbia fatto il suo esordio censorio in rete con un portale del genere, andando a ledere il diritto primario all’informazione, come se si volesse costiuire un precedente: il giudice decide cosa si può scrivere e cosa si può sapere, ledendo gravemente i diritti all’informazione dei cittadini italiani che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali informativi, in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino”.

Dunque, “per queste ragioni non perdiamo l’occasione di tacere e agiamo!!!. Wikileaks dice ‘Informations want to be free’. E voi cari avvocati?”. Il comunicato si conclude con la minaccia di iniziare “un lungo processo di attacchi, che comincia proprio con http://www.mauriziopaniz.it/”.

La misura richiesta dalla procura e disposta dal gip, in virtù della frase sarcastica adottata nei confronti dei due parlamentari, è stata adottata non solo nei confronti del portale ma anche a carico di 226 internet service providers italiani, ai quali è stato ordinato di “inibire ai rispettivi utenti l’accesso all’indirizzo web www.Vajont.Info 3, ai relativi alias e ai nomi di dominio presenti e futuri, rinvianti al sito medesimo, all’indirizzo ip statico che al momento dell’esecuzione del sequestro risulta associato al predetto nome di dominio e ad ogni ulteriore indirizzo ip statico che sarà associato in futuro (interdizione alla risoluzione dell’indirizzo mediante dns)”.

Immediata la risposta del deputato: ‘Mi hanno informato di questo attacco di Anonymous: si tratta di una reazione inconsulta. “Evidentemente -continua Paniz- è la reazione a una erronea informazione in ordine alla mia attività professionale, avendo io ottenuto la chiusura di un sito che con la disgrazia del Vajont non c’entrava nulla: stiamo parlando del sito di un delinquente, già molte volte condannato per diffamazione, che sfrutta la tragedia del Vajont per i suoi illeciti intenti diffamatori nei confronti di tante persone e che si fa beffe dei provvedimenti giudiziari che più volte hanno disposto la chiusura dei suoi domini e che irride le sentenze emesse dalla magistratura che lo ha ripetutamente condannato”.

da Repubblica.it


Il videocomunicato di Anonymous in italiano

E’ da poco stato diffuso un comunicato a nome di Anonymous su quella che molti hanno definito la prima “guerra telematica”. E’ un video in inglese pubblicato su Youtube e rilanciato via twitter di cui pubblichiamo la traduzione. Non solo una rivendicazione, ma un appello alla mobilitazione nel web e soprattutto nella vita reale. Ovviamente data la natura dell’identità collettiva “Anonymous” non c’è la certezza che chi ha scritto questo comunicato sia materialmente uno degli attivisti che ha sferrato l’attacco telematico, ma i contenuti che riporta sono pienamente in linea con quanto scritto in queste ore dai principali riferimenti sul web di Anonymous.

Cittadini degli Stati Uniti d’America, siamo Anonymous.
Questo è un urgente richiamo d’allerta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet. La nostra risposta è immediata:  non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo che dovrebbe occuparsi della loro stessa tutela. Questa non è una chiamata alle armi, ma un richiamo a conoscere e ad agire!

Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di non diventare.

Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia Anonymous, che gli stessi padri fondatori di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di stampa.

Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare dei suoi stessi cittadini, allora bisogna iniziare a combattere, perché gli altre nazioni ne seguiranno l’esempio. Non pensiate che perché non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi. Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo dalle fondamenta, prima che diventi troppo potente.
Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo statunitense pensa di essere esente. Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che cosa può essere l’attacco ad un sito per i poteri corrotti del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di grandezza mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere.

Diffondete questo messaggio ovunque. Non possiamo tollerare quello che sta succedendo. Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati.
Andate su ogni rete IRC, su tutti i social network, in ogni community on-line e dite a tutti l’atrocità che sta per essere commessa. Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora.

Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi. Questo è per il governo degli Stati Uniti. Dovevate aspettarvi la nostra reazione.

da IlCorsaro.info