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Linux e Android tornano insieme a partire da Linux 3.4

La release del nuova edizione del sistema operativo Linux 3.3 sta facendo chiacchierare molto. La notizia del lancio è stata accompagnata innfatti dall’annuncio della riappacificazione con Android. Dal 2009 Linux aveva cancellato dal kernel Android, che a partire dalla nuova versione Linux 3.4, verrà reintegrato.

La nuova versione di Linux, Linux 3.3, non rappresenta solo l’evoluzione del kernel, ma anche la riappacificazione con Android.
Con il release del nuovo kernel di Linux arrivando dunque interessanti novità, primo fra tutte il ritrovato rapporto con Android.

Dal 2009 infatti il codice utilizzato da Android (basato per l’appunto su Linux) fu rimosso dalla linea di sviluppo principale del kernel.
Proprio Linus Torvalds ha dato la notizia dell’avvenuta riunione tra i due progetti separatisi prematuramente.
La riunificazione vera e propria tra Linux e Android partità dalla versione di Linux 3.4.

A livello tecnico Linux 3.3 presenta importanti novità nella gestione del file system BTRFS e un sistema di Integrity Check. Mentre la gestione è stato reso  piùefficiente, con l’Integrity Check, Linux 3.3  si dota di un toool che aiuta gli sviluppatori semplificando le operazioni di compilazione.
Inoltre è stata inserita la funzione Network Priority Control che permette al  gestore di sistema di smistare il traffico di rete tra i vari processi.

Quanto alla riunione con Android, già anticipata a partire dalla versione 3.4, gli amanti del modding, saranno ben contenti di sapere che avranno la possibilità  di realizzare ROM custom direttamente sul kernel di Linux.
Le soprese non mancano mai nel sistema operativo di Linux che, ritrovato il feeling con Android, avrà la capacità di andare avanti per moto tempo ancora.

da CorriereWeb.it


Anonymous attacca il sito del Vaticano

Il gruppo hacker Anonymous si è impadronito per circa un’ora del sito ufficiale del Vaticano, vatican.va, riporta Repubblica. In homepage è stato pubblicato un messaggio che spiega i motivi l’azione: criticano gli aspetti retrogradi della religione cattolica e la natura “a scopo di lucro” dell’organizzazione religiosa, ne ricordano crimini passati e ingerenze presenti.

Tuttavia gli Anonymous puntualizzano che non è un attacco contro la religione cristiana o contro i fedeli, ma solo verso la Chiesa cattolica. Chiudono citando “Ezechiele 25:17″, passo non della Bibbia ma del film cult Pulp Fiction.


La vendetta di Anonymous per i No-Tav

La parola d’ordine “bloccare tutto in Italia” lanciata la sera prima dall’assemblea di Bussoleno, dopo la mattanza ordita da Polizia e Carabinieri contro i manifestanti No Tav sullo svincolo della A32, è stata raccolta brillantemente da molte delle città della penisola e a quanto pare anche dalla Rete. Gli hacker sono entrati in azione alle ore 18, quando ancora molte piazze si preparavano ad invadere stazioni ferroviarie, tangenziali ed autostrade, “saturando” il portale web del comune di Torino, della regione Piemonte e molti altri ancora.

L’operazione, l’ennesima di una lunga serie in sostegno alla lotta della Val di Susa – solo due giorni fa erano stati messi in ginocchio i network che ospitano i siti pubblici di Polizia e Carabinieri (Operation Green Rights) – è stata rivendicata con un comunicato apparso sul blog ufficiale di Anonymous Italia.

 All’attenzione dei cittadini del Mondo,

Anonymous ancora una volta ha deciso di unirsi alla lotta della ValSusa per protestare formalmente contro gli avvenimenti di stanotte ai danni dei manifestanti PACIFICI che partecipavano con la resistenza passiva al blocco dell’autostrada A32, in particolare gli abusi della polizia e l’incursione ILLEGALE degli stessi in un bar dove alcuni manifestanti si erano rifugiati dai già palesati abusi della Polizia di Stato, ricordando la nostra solidarietà per Luca Abbà e per la causa No-TAV, cercando di risvegliare l’attenzione sull’impatto ambientale devastante creatosi nell’edificazione di linee ad alta velocità.

Con questa operazione non vogliamo interrompere alcun servizio, ma vogliamo semplicemente coinvolgere l’attenzione mediatica sugli avvenimenti attuali che vengono pressoché ignorati…

Con nostro rammarico, i media non si stanno interessando né degli espropri illegali di terreni ai danni di privati cittadini e di riserve nazionali, espropri a detta della questura preventivi, né allo stupro ambientale indotto da compagnie italo-francesi, e meno che mai ai metodi coercitivi con i quali le “forze dell’ordine” creano nient’altro che disordine fra i manifestanti, di particolar rilevanza gli eventi degli scorsi giorni alla stazione di Porta Nuova, dove alcuni manifestanti (circa un centinaio) sono stati lasciati passare dalle forze del (dis)ordine per poi essere accerchiati e caricati senza una specifica ragione.

Vorremo inoltre rimembrare all’attenzione pubblica che è stata usata coercizione anche contro manifestanti anziani, ai quali, oltre alle manganellate, non è stato risparmiato nemmeno il gas orto-clorobenzilden-malonoritrile, comunemente detto CS, sia in Val di Susa che a Chiomonte quanto a Torino Porta Nuova, gas CONTAMINANTE per l’ambiente e che può causare gravi crisi asmatiche ed indurre persino alla morte per via della sua causticità, altamente tossico per la fisiologia umana, tanto che è stato bandito persino in guerra e per legge dovrebbe essere utilizzato solo IN CASI ESTREMI DI RIVOLTA, non riteniamo che le proteste pacifiche in Val di Susa e a Porta Nuova possano essere considerate tali da essere tacciate quali estreme, soprattutto considerando l’entità pacifica della protesta…

Invitiamo pertanto i media caldamente a mostrare i video e a riportare le testimonianze dei manifestanti.

da You-ng.it


Anonymous contro deputato Paniz vendetta per chiusura sito su Vajont

La rete di hacker colpisce il sito del parlamentare Pdl, per aver fatto oscurare il portale dedicato alla tragedia del 1963. Nel comunicato: “Fra i documenti cancellati anche fotografie, interviste e rappresentazioni teatrali come quella dei ragazzi di uno dei paesi ancora sconvolti dal ricordo del disastro”

ROMA – I pirati informatici di Anonymous hanno colpito di nuovo, questa volta oscurando il sito di Maurizio Paniz, avvocato e deputato del Pdl che insieme con Domenico Scilipoti ha ottenuto dalla magistratura la chiusura 1 del portale dedicato alla strage del Vajoint.

“Il giudice delle indagini preliminari di Belluno, Aldo Giancotti, ha ordinato la chiusura dell’intero portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone”, ricorda AnonymousItaly in un comunicato. Il sito (www.Vajont.Info 2), si spiega, “è ‘colpevole’ di aver scritto: ‘E se la mafia è una montagna di me… i Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine!'”. La motivazione della chiusura del sito, per il giudice Giancotti è stata infatti: “Offese agli onorevoli Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz”.

Il comunicato degli hacker continua: “C’è da considerare il diritto degli ‘scilipoti e paniz’ sopra al diritto di migliaia di utenti che avevano come riferimento il portale oscurato; fra i documenti destinati a scomparire almeno per un periodo dalla rete, molte fotografie, interviste, e rappresentazioni teatrali come quella tenuta a febbraio dai ragazzi di uno dei paesi della comunità ancora sconvolta dal ricordo del disastro”.

Per Anonymous, che pochi giorni fa ha messo fuori uso anche il sito della Cia,”interessante è notare come la magistratura italiana abbia fatto il suo esordio censorio in rete con un portale del genere, andando a ledere il diritto primario all’informazione, come se si volesse costiuire un precedente: il giudice decide cosa si può scrivere e cosa si può sapere, ledendo gravemente i diritti all’informazione dei cittadini italiani che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali informativi, in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino”.

Dunque, “per queste ragioni non perdiamo l’occasione di tacere e agiamo!!!. Wikileaks dice ‘Informations want to be free’. E voi cari avvocati?”. Il comunicato si conclude con la minaccia di iniziare “un lungo processo di attacchi, che comincia proprio con http://www.mauriziopaniz.it/”.

La misura richiesta dalla procura e disposta dal gip, in virtù della frase sarcastica adottata nei confronti dei due parlamentari, è stata adottata non solo nei confronti del portale ma anche a carico di 226 internet service providers italiani, ai quali è stato ordinato di “inibire ai rispettivi utenti l’accesso all’indirizzo web www.Vajont.Info 3, ai relativi alias e ai nomi di dominio presenti e futuri, rinvianti al sito medesimo, all’indirizzo ip statico che al momento dell’esecuzione del sequestro risulta associato al predetto nome di dominio e ad ogni ulteriore indirizzo ip statico che sarà associato in futuro (interdizione alla risoluzione dell’indirizzo mediante dns)”.

Immediata la risposta del deputato: ‘Mi hanno informato di questo attacco di Anonymous: si tratta di una reazione inconsulta. “Evidentemente -continua Paniz- è la reazione a una erronea informazione in ordine alla mia attività professionale, avendo io ottenuto la chiusura di un sito che con la disgrazia del Vajont non c’entrava nulla: stiamo parlando del sito di un delinquente, già molte volte condannato per diffamazione, che sfrutta la tragedia del Vajont per i suoi illeciti intenti diffamatori nei confronti di tante persone e che si fa beffe dei provvedimenti giudiziari che più volte hanno disposto la chiusura dei suoi domini e che irride le sentenze emesse dalla magistratura che lo ha ripetutamente condannato”.

da Repubblica.it


BiDi, la rivoluzione del touchscreen secondo il MIT

La diffusione di sistemi touchscreen, grazie a device come l’iPhone, ha reso questo tipo di tecnologia comune e diffusa, tanto che ormai è normale avere in tasca un dispositivo multitouch, così come vedere vetrine interattive per le strade delle città.

Ma se da un lato tutto ciò è diventato ormai di uso comune, dall’altro la ricerca per nuove soluzioni, ancora più efficienti, è sempre in continua evoluzione.

BiDi (Bidirectional Display Interface) è un sistema che cambierà sicuramente le nostre abitudini in futuro. Direttamente dalla fucina di innovazioni del MIT, un nuovo concept per interagire con le interfacce video di televisori e telefonini, ma anche notebook e computer desktop, attraverso lo spostamento delle mani nelle tre dimensioni.

Già diversi esperimenti sono stati fatti in questo settore, a partire dalla Wii e tra poco (probabilmente a fine anno) con l’introduzione sul mercato del Project Natal, ma la vera rivoluzione di questa tecnologia è che non richiederà alcun controller o telecamera, al contrario dei prodotti di Nintendo e Microsoft.

Il sistema BiDi è in grado di rilevare i movimenti delle mani tramite dei sensori posti dietro la superficie del display. In questo modo riesce a percepire le variazioni di luce e, quindi, a capire la direzione del movimento.

Come si può constatare anche dalla dimostrazione video in streaming a fondo post, BiDi è ancora un prototipo, ma funziona molto bene ed è già in grado di elaborare spostamenti complessi, con il grosso vantaggio di poter incorporare tutta questa tecnologia in schermi spessi pochi centimetri.

Ancora non è dato a sapere quando BiDi potrà essere reso disponibile a tutti, ma secondo i ricercatori del MIT, la tecnologia presenta ancora ampi margini di miglioramento, potendo raggiungere una risoluzione più efficiente di quella di una telecamera. A quel punto il monitor stesso diventerà l’interfaccia utente, senza più joystick, joypad, telecamere o qualunque altro tipo di controller esterno.

Ecco un video dimostrativo del suo funzionamento:

da multimedia.digital.it


The Scale of the Universe 2 – Conosce ed esplorare l’universo con un click

L’universo a portata di clic. Circa un anno fa nasceva The Scale of the Universe, una divertente e interessante animazione flash che permetteva di osservare da ogni prospettiva tutti gli elementi, giganteschi e infinitesimali, dell’universo e del creato. E’ nato invece da poco The Scale of the Universe 2, che consiste nella solita “lente di ingrandimento” sull’universo ma migliorata e notevolmente arricchita con molti più elementi. E’ possibile dunque esplorare ogni aspetto dell’universo, dai pianeti fino alle più piccole particelle, ma anche ogni cosa esistente sul pianeta Terra e oltre. Un viaggio unico, semplice ma nello stesso tempo straordinario, che permette di conoscere a fondo tutto ciò che ci circonda e di cui avremmo sempre voluto sapere di più. Il progetto è stato messo in campo dai due designer Cary e Michael Huang che tentano così di rispondere al quesito che da sempre accompagna il genere umano, quello della reale grandezza ed estensione dell’universo. Con pochi clic è possibile allora navigare il sito di The Scale of the Universe 2, realizzato in animazione flash, che con chiarezza e in modo davvero divertente ed intuitiva, permette di zoomare avanti e indietro attraverso l’uso del semplice mouse del pc, ed essere così protagonisti di un  viaggio lungo miliardi di chilometri, ma fatto in pochissimi secondi. Il tutto è poi spiegato attraverso numerose schede informative, purtroppo solo in lingua inglese, che descrivono in maniera chiara, sintetica e talvolta ironica i vari movimenti e esplorazioni che si vanno ad affrontare. Come detto, si può osservare qualsiasi cosa esistente, da una montagna a un monumento, da una formica fino all’atomo, fino ai vari pianeti, stelle e galassie. L’utilizzo del sito è adatto certamente anche ai più piccoli che, magari accompagnati nel “viaggio” da una persona adulta, possono inoltrarsi in un mondo che forse (entrambi) conoscevano a malapena e che, aiutato anche dalla grafica semplice e ben studiata del portale, invoglia a osservare e conoscere sempre più cose.

Visita il sito!

da ilsussidiario.net


Il videocomunicato di Anonymous in italiano

E’ da poco stato diffuso un comunicato a nome di Anonymous su quella che molti hanno definito la prima “guerra telematica”. E’ un video in inglese pubblicato su Youtube e rilanciato via twitter di cui pubblichiamo la traduzione. Non solo una rivendicazione, ma un appello alla mobilitazione nel web e soprattutto nella vita reale. Ovviamente data la natura dell’identità collettiva “Anonymous” non c’è la certezza che chi ha scritto questo comunicato sia materialmente uno degli attivisti che ha sferrato l’attacco telematico, ma i contenuti che riporta sono pienamente in linea con quanto scritto in queste ore dai principali riferimenti sul web di Anonymous.

Cittadini degli Stati Uniti d’America, siamo Anonymous.
Questo è un urgente richiamo d’allerta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet. La nostra risposta è immediata:  non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo che dovrebbe occuparsi della loro stessa tutela. Questa non è una chiamata alle armi, ma un richiamo a conoscere e ad agire!

Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di non diventare.

Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia Anonymous, che gli stessi padri fondatori di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di stampa.

Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare dei suoi stessi cittadini, allora bisogna iniziare a combattere, perché gli altre nazioni ne seguiranno l’esempio. Non pensiate che perché non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi. Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo dalle fondamenta, prima che diventi troppo potente.
Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo statunitense pensa di essere esente. Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che cosa può essere l’attacco ad un sito per i poteri corrotti del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di grandezza mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere.

Diffondete questo messaggio ovunque. Non possiamo tollerare quello che sta succedendo. Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati.
Andate su ogni rete IRC, su tutti i social network, in ogni community on-line e dite a tutti l’atrocità che sta per essere commessa. Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora.

Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi. Questo è per il governo degli Stati Uniti. Dovevate aspettarvi la nostra reazione.

da IlCorsaro.info