Archivi del mese: giugno 2011

Guns N’ Roses – Don’t Cry

Don’t Cry è una canzone del gruppo musicale statunitense dei Guns N’ Roses.

Al video e alle parti vocali della canzone collaborò anche Shannon Hoon dei Blind Melon, amico di gioventù di Axl Rose.

La canzone, come spiega Axl Rose, leader della band, è stata scritta dopo che una ragazza gli disse di non piangere dopo avergli detto addio.

Di questa ballata esistono due versioni con testi differenti, rispettivamente sugli album Use Your Illusion I ed Use Your Illusion II (usciti entrambi nel 1991).


Facebook, ai Winklevoss non c’è mai fine

Gli ex-compagni di college di Zuckerberg si rivolgono nuovamente ai giudici. Questa volta chiedono di verificare se Facebook abbia nascosto le prove del loro rapporto ai tempi di Harvard

Roma – Dopo aver rinunciato al parere della Corte Suprema, Tyler e Cameron Winklevoss non desistono e provano ancora una volta a interpellare i giudici degli Stati Uniti in merito all’eterno scontro con Marc Zuckerberg. I Winklevoss, insieme al loro fidato socio Divya Narendra, si sono ora rivolti alla corte distrettuale del Massachusetts per appurare se Facebook e Zuckerberg abbiano “intenzionalmente o inavvertitamente soppresso le prove” nel corso del procedimento giudiziario conclusosi con l’accordo da 65 milioni di dollari.

I due biondi fratelli, ex-compagni di college del CEO di Facebook, sostengono che i loro sforzi e il loro supporto volti a conseguire un’invenzione siano stati ostacolati da Facebook e ConnectU. In pratica, i due canottieri di Harvard vogliono che i giudici riconoscano il loro contributo all’elaborazione del progetto dal quale è nato “il social network”.

Le prove che l’accusa intende portare in tribunale sono i messaggi e alcuni documenti che serviranno a mettere in luce l’esatto rapporto intercorso tra i Winklevoss e Zuckerberg ai tempi della nascita di Facebook, materiale che, secondo gli avvocati dell’accusa, sarebbero stati nascosti dalla controparte durante il processo.

di Cristina Sciannamblo su Punto-Informatico.it


Bob Marley: Il padre del Reggae

Bob Marley: un icona, un uomo libero, un uomo innamorato dell’amore tanto quanto della musica.

Queste poche parole non riescono a rappresentare al completo la figura di quest’uomo che ha portato il Reggae e la religione Rastafariana al di fuori della piccola Jamaica.

Nato il 6 febbraio 1945 in un piccolo paese Jamaicano, Bob visse una vita un po’ frastornata a causa delle sue origini, era spesso discriminato perchè figlio di un uomo bianco e una donna nera. Non conobbe mai il padre perchè egli lo abbandonò quando ancora era nella pancia della madre.

Alla giovane età di 15 anni Bob lasciava la scuola per intraprendere il lavoro di elettricista, ma fu proprio in questo periodo che conobbe Bunny Wailer. Fu proprio lui a introdurlo nel mondo della musica e a spingerlo a creare con lui, Peter Tosh e altri due membri una band musicale di rocksteady-ska, nacquerò cosi i primi “The Wailing Wailers”.

Dopo una breve esperienza con questa band, Bob aveva acquisito quelle pecurialità che lo renderanno famoso in tutto il mondo: la testa piena di Dreadlocks e la devozione verso la cultura e la religione Rastafariana. In questo periodo, inoltre, sposò anche Rita Marley da cui ebbe 3 dei suoi 13 figli.

Bob non si dette per vinto dopo che Bunny e Peter abbandonarono la band per intraprendere la carriera solistica. Riformò la band con altri componenti, prendendone la leadership essendo il cantante e compositore di tutte le canzoni e incominciò a suonare in giro.

A questo punto della storia avviene il consacramento su scala internazionale, esce il primo cd Natty Dread contente la storica “No Woman, No Cry”.

Il resto è storia.

Bob morì l’11 maggio 1981 a causa di un melanoma procuratosi da una ferita all’alluce avvenuta durante una partita di calcio.

Le sue ultime parole al figlio Ziggy furono “Money can’t buy life” (“i soldi non possono comprare la vita”).

Vi lasciamo con altre due sue splendide canzoni e chiudo qui questo Post!

Buon ascolto!


Mensa Microsoft


Sheldon Cooper osanna Ubuntu

Il nome Ubuntu deriva da un antico vocabolo zulu (letteralmente: umanità) diffuso in varie parti dell’Africa meridionale.

Il termine viene utilizzato nel detto zulu “umuntu ngumuntu ngabantu“, traducibile con “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti


Nuovo gioco online – Vatican Wars

Un nuovo gioco online, chiamato Vatican Wars, esplora l’intersezione tra religione, politica e questioni sociali, scrive Business Wire. I giocatori sono divisi in due squadre, i Templari e i Crociati, in base alle loro opinioni su argomenti quali l’aborto, il matrimonio omosessuale, l’ordinazione delle donne e il ricorso al controllo delle nascite. Ogni squadra agisce poi per garantire che un giocatore dell’altra squadra non sia eletto papa.
“Abbiamo eseguito lunghi sondaggi tra i cattolici prima di lanciare il gioco, e siamo rimasti sorpresi di scoprire che l’80% dei cattolici intervistati ha sostenuto la creazione di un gioco dove poter discutere di questi argomenti”, ha detto Cheyenne Ehrlich, fondatore di SGR Games, che ha prodotto il gioco. “Sarà interessante verificare se ciò è dovuto al fatto che vorrebbero eleggere un papa liberale o perché vogliono dimostrare che i cattolici sono uniti e conservatori su questi temi”.
In Vatican Wars, un giocatore che viene eletto papa può apportare graduali modifiche alla posizione della Chiesa su ogni argomento. Cambiamenti graduali fatte da dieci papi consecutivi liberali potrebbero, per esempio, invertire la posizione della Chiesa sul matrimonio omosessuale. I papi sono eletti in base alla propria strategia di gioco, alla strategia della propria squadra e al voto reale di tutti i giocatori. La strategia di gioco si basa sul calendario liturgico cattolico, le letture quotidiane, i santi del giorno e la teologia.
Vatican Wars è disponibile su Facebok ed è gratuito: esiste anche un video tutorial, su YouTube.

da UAAR.IT